15/01/2012

VOJA DE LAVORA' SARTEME ADDOSSO... ma famme lavora' meno che posso.

 

Ebbene sì. Voja de lavorà sarterme addosso è il primo dei 14 comandamenti dei romani e, forse proprio perché Roma è sede del nostro Parlamento, la casta mai come in questo caso si sente obbligata al rispetto di tale precetto. 

 

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09/01/2012

LA VITTORIA DI UN OPERAIO.

Una sentenza straccia i contratti separati: e ora?


Buon 2012 a tutti: pronuncio questi auguri non solo perché è consuetudine. Se le previsioni per l’anno nuovo molti le vedono nere, e tra quei molti anch’io non ho certi eccessivi motivi di ottimismo, voglio però sottolineare che le ultimissime battute del 2011 ci hanno regalato un evento di segno positivo a cui voglio dedicare questo primo articolo dell’anno. Il 29 dicembre scorso il tribunale di Brescia ha emesso una sentenza importantissima: il giudice Gianluca Alessio nel formularla ha praticamente stracciato la validità degli accordi separati voluti dalla Fiat di Marchionne e applicati anche in gran parte dell’indotto, tra cui, qui a Brescia, dalla fonderia di Guido Visenti, una azienda di automotive. Si tratta di un’azienda poco nota nello scenario nazionale ma importante come rappresentante della linea Fiat in materia di organizzazione del lavoro e rapporti con le rappresentanze sindacali. I fatti: l’azienda aveva applicato delle sanzioni disciplinari ad un lavoratore per il mancato recupero di una giornata produttiva così come prevede il contratto aziendale separato, firmato da tutti tranne che dalla Fiom. La segretaria provinciale Fiom, Michela Spera, ha deciso, d’accordo con il lavoratore, non solo di contestare il provvedimento, ma di ricorrere al tribunale, accusando l’azienda di comportamento anti sindacale. La richiesta: che il provvedimento venisse annullato in ottemperanza alle leggi vigenti. E ce l’ha fatta.

La Fiom di Brescia è in definitiva riuscita ad inserire il classico granello di sabbia in quel meccanismo infernale che sono gli accordi separati, che distruggono il sistema di relazioni sindacali, ignorando le leggi italiane e i diritti dei lavoratori. Cosa ha detto in sostanza la Fiom come ricorrente in questa causa? Ha detto: ok, non mi lamento per gli accordi separati, ma non ne deve subire la conseguenza quel lavoratore che, aderendo ad una organizzazione sindacale non firmataria di quegli accordi, intende essere tutelato in modo diverso. Con decreto, il giudice ha stabilito dunque che l’azienda è incorsa nella condotta antisindacale per aver voluto applicare il contratto separato a un lavoratore iscritto alla Fiom ed ha annullato il provvedimento disciplinare.

Vorrei che non si sottovalutasse l’importanza di questa sentenza. Per il sindacato significa garanzia e rispetto delle leggi da parte di un tribunale. E’ chiaro che il lato da cui la Fiom di Brescia ha “letto” la vicenda è il più importante: la democrazia. Togliere a questa abusata parola l’aura teorica per riportarla sulla terra e chiedere la sua applicazione concreta, qui e ora, per garantire diritti anche di un solo lavoratore…ecco, questa è a mio avviso la grande forza di un’organizzazione che viene fatta passare per “ideologica” e “comunista”.

Dunque, nel mare del pessimismo sul nuovo anno, questa sentenza è una fiaccola di ottimismo. Fino a che ci saranno le leggi in difesa del lavoro, potremo chiedere ai magistrati di applicarle per contrastare il contratto separato Fiat costruito sul modello Pomigliano: è un messaggio non solo diretto a Marchionne ma anche a Cisl e Uil. Come farete quando in fabbrica il lavoratore iscritto alla Fiom potrà godere di 40 minuti di pausa invece dei 30 previsti dal contratto da voi firmato? Quando chiederà di poter pranzare durante e non a fine turno? Quando si ammalerà e non dovrà forzatamente presentarsi in fabbrica? E così via.

Dal punto di vista politico la sentenza è causa di grande soddisfazione per l’Idv, che si è fatta carico di presentare il disegno di legge sulla democrazia nei luoghi di lavoro (una legge a iniziativa popolare per la quale la Fiom aveva raccolto le firme necessarie) che afferma il principio che nessun accordo è valido se non è votato dall’insieme dei lavoratori. La soddisfazione non è certo sufficiente, considerando che il governo vuole tentare di smantellare i diritti del lavoro e rendere ancora più aleatori quelli dei giovani precari. Considerare il diritto e la sua applicazione uno strumento di battaglia sociale non può che rafforzare chiunque si sia posto, in questa contesa, dalla parte della civiltà contro la barbarie Fiat.

Pubblicato sul settimanale Gli Altri di venerdì 6 gennaio 2012

26/11/2011

Raccolta firme per reclamo contro disservizi Poste Italiane

Ricordiamo a tutti che domenica 27 novembre e domenica 4 dicembre verranno raccolte le firme per protestare contro i gravi disservizi che hanno colpito, negli ultimi mesi, i cittadini che ricevono la posta a Colonna.

I banchetti si terranno:

Domenica 27 novembre mattina ai Giardinetti vicino alla Chiesa di S. Rocco

Domenica 4 dicembre mattina al Mercato (zona campo sportivo)

 

Risposta del Sindaco all'interrogazione del consigliere Vittorio Quaglia

risposta_sindaco_interpellanza_quaglia.jpgL'istanza presentata dal consigliere Vittorio Quaglia per chiedere l'apertura di una linea di credito per i cittadini intenzionati a trasformare il diritto di superficie in diritto di proprietà per le aree  PEEP ha ricevuto risposta datata 22/11/2011.

Nella risposta il Sindaco manifesta il suo apprezzamento per l'iniziativa del consigliere Quaglia e descrive i passi che ha compiuto per cercare di ottenere quanto suggerito dal consigliere Quaglia stesso nella sua interpellanza.

Invitiamo i cittadini a segnalarci gli sviluppi della situazione in modo da darne pronta comunicazione su questo blog.

Di seguito pubblichiamo una trascrizione fedele del testo, il cui originale è disponibile qui (PDF, 530 KB).

Egregio Consigliere,

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17/11/2011

PADANIA? PAPEROPOLI E TERRA DI MEZZO

Dal blog di Massimo DONADI riprendiamo e pubblichiamo questo post.

A consultazioni in corso, nel mezzo della più pesante crisi economica che abbia mai investito l’Italia e l’Europa, la Lega annuncia la riapertura del parlamento padano. Come se Monti facesse le consultazioni a Gotham City.

Il Carroccio, dopo essere stato al governo con Berlusconi ed aver contribuito a sfasciare l’economia e le istituzioni italiane, avvia la campagna elettorale con una pagliacciata provocatoria. Ecco perché l’Italia rischia di affondare.

Perché un partito che ha governato sino a ieri, appena lasciate le poltrone ministeriali, torna alla più pericolosa demagogia. Ma Bossi e i suoi hanno sbagliato momento. Non è tempo di buffonate e per questo non perderemo troppo tempo a commentare le sciocchezze dei leghisti. Li invitiamo, però, a non incendiare gli animi in un momento così delicato per tutta l’Italia. Si chiudano pure nei loro covi a fantasticare sulla Padania, su Paperopoli o la Terra di Mezzo, ma non esagerino, perché gli italiani sono stanchi di essere presi in giro da una banda di cialtroni. Fra l’altro se la Padania esistesse davvero e fosse governata da Bossi e compagnia, andrebbe in default in pochi giorni.