IL NUOVO MUSSOLINI

Mi è sembrato giusto sottoporvi questo articolo su Beppe Grillo pubblicato in Gran Bretagnapreso dal sito ITALIA DALL’ESTERO
Sicuramente stimola delle attente riflessioni.
 
Vittorio Quaglia Grillo e Mussolini hanno molto in comune

Beppe Grillo: l’Italia ha un nuovo Mussolini

Come il dittatore fascista Benito Mussolini prima di lui, anche il comico Beppe Grillo ha la passione di riempire le piazze e infiammare le folle. I cori appassionati ‘Du-ce! Du-ce!’ di un tempo, si sono trasformati in ‘Bep-pe! Bep-pe!’. Ma non è solo l’esigenza di urlare e sfogarsi davanti a folle di perfetti sconosciuti che accomuna Beppe il capellone e il calvo Benito. Purtroppo per l’Italia e per l’Europa (dove la democrazia sembra incapace di risolvere la crisi esistenziale) c’è dell’altro.

 

Beppe Grillo ha fondato il MoVimento 5 Stelle (M5S) a Milano il 4 ottobre 2009. La V maiuscola richiama il suo slogan personale, l’esclamazione ‘Vaffa!’ che nel suo caso è rivolta più o meno a tutto, esclusi i parchi eolici. Ai suoi raduni non fa che ripetere, urlando a squarciagola, “Arrendetevi! Siete circondati!”. Un’espressione molto popolare nella tradizione fascista italiana. Con essa Grillo si rivolge a tutti i politici italiani, esclusi quelli del suo partito.

A meno di quattro anni dalla sua nascita, il movimento si è aggiudicato il 26% dei voti alle elezioni di questa settimana, alquanto inconcludenti, diventando così il partito più numeroso alla Camera. Non è un partito, insiste l’ecofascista. È un movimento. I partiti, ribadisce, sono il problema, non la soluzione.

Il 23 marzo 1919, a Milano, Mussolini fondò i Fasci di Combattimento e meno di quattro anni più tardi divenne Presidente del Consiglio. Ripeteva che il Fascismo non era un partito, ma un movimento. E ribadiva che i partiti erano il problema, non la soluzione. Il Fascismo doveva essere l’“anti-partito”, composto da spiriti liberi che rifiutavano di indossare le camicie di forza imposte dai dogmi e dalle dottrine dei partiti. Esattamente quello che Grillo dice del suo movimento.

Mussolini era stato l’astro nascente del partito marxista italiano fino al 1914, quando fu espulso perché era a favore dell’intervento dell’Italia nella prima guerra mondiale, una linea condivisa anche dai marxisti francesi e tedeschi, ma non da quelli italiani. Sembrava destinato al fallimento.

L’ex-comunista Grillo è stato bandito dalla televisione di stato alla fine degli anni ’80 a causa dei suoi spettacoli troppo denigratori. Il futuro non sembrava troppo roseo nemmeno per lui. Obbligato a portare i suoi show nelle piazze e nei teatri, ha iniziato a prendere in giro i politici e a criticarli senza pietà; nel 2005 ha fondato un blog che è subito diventato il più seguito in Italia, e un forum frequentato dagli arrabbiati e dai delusi, soprattutto giovani, e in generale da tutti quelli che si identificavano nello slogan “Vaffa!”. Nel 2007 ha organizzato il primo “V Day” su scala nazionale.

Poco prima di fondare il suo movimento aveva cercato di proporsi come leader del Partito democratico – il principale partito italiano ex-comunista di sinistra – ma non era stato ammesso alle elezioni primarie. Grazie all’ultima legge elettorale italiana che assegna la maggioranza dei seggi al partito che ha più voti, a prescindere dal numero effettivo, alle ultime elezioni la coalizione del PD era, per così dire, favorita, con una maggioranza dei seggi alla Camera. Ha ottenuto il 29,6% dei voti, contro il 29,1% della coalizione di centro-destra guidata da Berlusconi. Nonostante ciò, il gruppo del PD ha ottenuto 340 seggi e il Pdl 121. Al Senato, però, le regole sono diverse e nessuno ha la maggioranza.

Se il PD avesse permesso a Grillo di partecipare alle primarie avrebbe senza dubbio registrato una vittoria schiacciante. Invece, ha scelto il noiosissimo ed incredibilmente compiaciuto ex-comunista Pier Luigi Bersani. Ma Beppe non si è dato per vinto.
La popolarità di Mussolini e quella di Grillo hanno una radice comune: l’odio violento per il Parlamento e i politici che lo infestano. In un famoso discorso il dittatore dichiarò che avrebbe potuto fare di “questa Aula sorda e grigia un bivacco di manipoli”, ma che non lo avrebbe fatto. . Il linguaggio del comico è lo stesso. Se Mussolini diffondeva le sue idee attraverso il popolare quotidiano da lui fondato, Il Popolo d’Italia, e le faceva rispettare dalle camicie nere, Grillo fa lo stesso tramite il suo sito web, Il Blog di Beppe Grillo, e i violenti attacchi verbali o le azioni di ostracismo che riserva ai suoi avversari. Mussolini raggiungeva i raduni in treno, Grillo viaggia in camper.
“Io non ho creato il Fascismo,” dichiarò Mussolini, “l’ho tratto dall’inconscio degli italiani.” Grillo sostiene di non aver inventato il movimento, ma di aver semplicemente fornito il terreno fertile, il forum in rete, per farlo crescere. Durante la campagna elettorale non ha rilasciato interviste a nessun giornale o canale televisivo perché i giornalisti, come i politici, sono il nemico. Sia Mussolini che Grillo fanno appello allo spirito e all’anima degli italiani, piuttosto che alla ragione e al portafogli. Il Fascismo era una religione civile e il Duce ne era il dio. Il MoVimento 5 Stelle è una setta e come tutte le sette che si rispettino non ha un ufficio, e Grillo ne è il guru. Il suo quartier generale non è reale, ma virtuale: è il blog di Beppe.
Anche se non è permesso dirlo, il Fascismo italiano era inizialmente un movimento rivoluzionario di sinistra fondato da Mussolini dopo che l’esperienza della prima guerra mondiale gli aveva fatto capire che il proletariato era più fedele alla sua nazione che alla sua classe. Alle elezioni del 1921 i fascisti vinsero i loro primi seggi in Parlamento (solo 35). Eppure, appena 18 mesi più tardi, dopo la Marcia su Roma dell’ottobre 1922, il Re Vittorio Emanuele III nominò Mussolini Presidente del Consiglio.

Nessuna coalizione, figuriamoci un partito, è riuscita a ottenere più del 30% dei voti alle ultime elezioni. Qualunque sarà il governo che emergerà da questo fiasco sarà destinato a vita breve. Karl Marx ha scritto che la storia si ripete, la prima volta come tragedia, la seconda come farsa: potrebbe essere solo questione di mesi prima della Marcia su Roma di Beppe Grillo.

Il Fascismo è riuscito a prosperare grazie all’impotenza e alla corruzione della democrazia italiana, soprattutto nel primo ventennio del 20° secolo, che lo hanno reso incapace di fronteggiare una crisi esistenziale, ovvero la minaccia di una rivoluzione comunista. Nel 1945, dopo la caduta del Fascismo e della monarchia, l’Italia è ritornata ad una versione rinnovata della stessa democrazia impotente e corrotta. Per paura della dittatura, la nuova costituzione limitava severamente i poteri del Primo ministro, del Consiglio e del Presidente e ulteriori versioni complesse della rappresentazione proporzionale hanno impedito a qualunque partito di ottenere la maggioranza dei seggi.

Tutto questo ha funzionato, tra alti e bassi, nel periodo del boom. Ma ora non va più bene. L’Italia ha il terzo debito sovrano nel mondo in proporzione al PIL, la sua economia è costantemente in recessione, le aziende sono schiacciate dalle tasse e dall’eccessiva burocrazia e il mercato del lavoro è paralizzato da una giungla di leggi che rendono virtualmente impossibile l’assunzione a tempo pieno o i licenziamenti.
Come nel caso del Fascismo, Grillo e il suo movimento hanno acquisito consenso grazie all’impotenza e alla corruzione che il parlamento italiano ha dimostrato di fronte all’attuale crisi economica e alla minaccia del collasso causata dall’euro.

Il professore di economia Mario Monti, che è diventato premier senza elezioni per sostituire Berlusconi durante il “colpo di stato” del novembre 2011, non ha fatto altro che introdurre nuove tasse e alzare quelle esistenti.
Ma l’austerity non si fa con il solo aumento delle tasse, richiede anche tagli alla spesa pubblica. Monti non ha fatto nulla per ridurre l’enorme debito (passato dal 120% al 129%). Non ha fatto nulla per stimolare la crescita. La disoccupazione giovanile è al 35% e la disoccupazione totale è molto più alta del 12% ufficiale se si tiene conto delle centinaia di migliaia di cittadini tecnicamente disoccupati e pagati dallo Stato per non lavorare.
Così come il Fascismo, il movimento di Grillo è essenzialmente di sinistra e a favore dell’idea di uno Stato che risolve le cose – lo Stato italiano. Ma è contrario all’euro e all’Europa, soprattutto la Germania.

Poco dopo aver fondato il Fascismo, Mussolini scrisse che era “difficile da definire”. Il Fascismo non aveva “statuti” o “programmi trascendentali”. Pertanto era “naturale” che attraesse “i giovani” e non gli anziani, normalmente più propensi a rifiutare la sua “freschezza”.
Il manifesto di Grillo si chiama “Il non statuto”. Nel suo blog dice “siamo persone giovani (…) un movimento, cioè tante persone che si uniscono dal basso per un obiettivo comune. Non abbiamo strutture, gerarchie, capi, segreterie…nessuno ci dà ordini dall’alto.”

Benvenuti nella nuova era fascista.

[Articolo originale “Beppe Grillo: Italy’s new Mussolini” di Nicholas Farrell]

TRADUZIONE DI:
Margherita Beltrame USA Margherita Beltrame
Dopo la laurea in Traduzione sono partita in giro per il mondo e non mi sono più fermata: Germania, Inghilterra, Lussemburgo e ora gli USA. Le lingue sono il mio lavoro e la mia passione, la realtà è l’ispirazione per imparare, crescere, confrontarsi. L’Italia ce l’ho sempre nel cuore, ma purtroppo non è un paese per giovani!

 

IL NUOVO MUSSOLINIultima modifica: 2013-03-24T22:18:00+00:00da idvcolonna
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