25/04/2009

I nostri candidati alle elezioni europee: Cristina Scaletti

Ancora un altro candidato dell'Italia dei Lavori per la Circoscrizione Centro: Cristina Scaletti.

 

Buongiorno a tutti.

Sono Cristina Scaletti e sono nata a Firenze il 14 luglio 1968. Poichè mia madre era francese, ho la doppia cittadinanza, sono bilingue e conosco bene anche l'inglese.

Sono sposata ed ho una figlia di 6 anni ed un figlio di tre.

Mi sono diplomata al liceo scientifico Gramsci di Firenze e quindi laureata in medicina, con dottorato di ricerca in immunologia clinica e specializzazione in immunologia e allergologia, sempre con il massimo dei voti e lode.

La passione che ha accompagnato tutto il mio percorso di studi è stata l' atletica leggera nelle specialità del salto in alto e dell'eptathlon gareggiando per la gloriosa società fiorentina Assi Giglio Rosso con ottimi risultati a livello nazionale.

Vincendo il concorso come ricercatrice presso l'Università di Firenze ho consolidato la mia posizione lavorativa all'interno di una struttura all'interno della quale già lavoravo da molti anni come borsista, specializzanda e dottoranda.

La ricerca medica è stato l'approdo naturale del mio carattere curioso e metodico con il principale obiettivo di rendere migliore la vita degli altri. D'altra parte anche la grande umanità e riconoscenza che i pazienti mi hanno sempre mostrato con affetto mi ha ripagato degli enormi sacrifici che il mestiere di medico richiede a chi lo svolge con completa dedizione.

Nella campo della ricerca scientifica ho raggiunto notevoli risultati apprezzati dalla comunità internazionale soprattutto nello studio di malattie quali la sclerodermia ed altre malattie autoimmuni. Vasta eco scientifica hanno avuto inoltre i miei pionieristici studi sul microchimerismo (cioè la reciproca trasmigrazione di cellule, anche staminali, dal feto alla madre e viceversa durante la gestazione) quale causa di alcune malattie autoimmuni e possibile coinvolgimento in eventi tumorali.

I miei numerosi lavori sono stati pubblicati da prestigiose riviste scientifiche ed ho avuto modo di presentarli ai congressi internazionali.

La scoperta di un problema di salute di mia figlia affetta da una sindrome rara al sistema cardiocircolatorio mi ha costretta ad allontanarmi momentaneamente dalla ricerca e mi resa totalmente consapevole delle enormi carenze, difficoltà ed ingiustizie che è costretto a subire chi è malauguratamente vittima di una malattia rara.

In primo luogo perchè vittime sono spesso i bambini, e le cause frequentemente sono genetiche. Inoltre sono spesso malattie molto invalidanti che divengono croniche e affliggono il paziente e la famiglia per anni. Non raramente sono mortali, con la consapevolezza tragica da parte della famiglia. Inoltre i presidi pubblici ed i medici di base non sono preparati ad assistere con continuità patologie che hanno caratteristiche molto particolari. Le case farmaceutiche non studiano né commercializzano farmaci specifici, perchè non si giustificano gli investimenti e creando così farmaci orfani, orfani da sponsor. Sono carenti, oltre alle terapie, anche strumenti di diagnosi precoce e di screening. Le preziose associazioni private non hanno risorse sufficienti per fornire assistenza adeguata.

Eppure i numeri delle malattie rare fanno paura. Anche se le malattie rare sono, prese singolarmente, poco frequenti (colpiscono circa 5 individui ogni 10.000) esse in totale sono molto numerose:ne esistono dalle 5.000 alle 10.000. Si stima che dal 6 all'8 % della popolazione sia afflitta da una malattia rara nel corso della vita .

La questione delle malattie rare va affrontata a livello europeo. Il Parlamento europeo è particolarmente sensibile al tema e se avrò l'occasione di offrire in quel contesto le mie competenze mi batterò per i seguenti punti:

  • Assistenza e formazione dei medici di base per garantire loro gli strumenti per sospettare la presenza di una malattia rara e indirizzare il paziente verso un centro di competenza specifico
  • Creazione di centri europei di competenza specializzati nella diagnosi e nella terapia di singole (o gruppi di) patologie.
  • Garantire la mobilità all'interno della Comunità Europea dei malati e dei professionisti.
  • Offrire sostegno nel tempo ai malati e alle famiglie.
  • Creazione di banche dati e scambio di informazioni, anche a livello extraeuropeo.
  • Finanziare la ricerca delle case farmaceutiche e promuovere la commercializzazione dei farmaci orfani.
  • Verifica dei risultati dei progetti finanziati.
  • Sostegno alle associazioni e ai centri privati di ricerca.
  • Comunicazione specifica con campagne di informazione e congressi scientifici internazionali.

E' inoltre assolutamente indispensabile dire BASTA anche a

  1. Tagli su ricerca e cultura che sono gli strumenti che serviranno ai nostri figli per essere competitivi a livello europeo e per crescere liberi
  2. Assenza di meritocrazia nelle Università italiana, troppo spesso piagate da baronati e protettorati causa di fuga di ricercatori preparati e competenti verso paesi che garantiscono posizioni, salari e gratificazioni professionali
  3. Mancanza di trasparenza nella gestione delle risorse umane
  4. Discriminazione per la donna costretta sempre più a scegliere tra famiglia o carriera

In molti mi hanno scoraggiata ad inserire tra le priorità del mio programma lo sviluppo della ricerca sulle malattie rare perchè questo tema sarebbe poco interessante per l' elettorato. Ma se fosse proprio la ricerca sulle malattie rare a portare risultati inaspettati e innovativi anche per la cura di malattie più comuni ?

Per cambiare l'Università e portarla a dignitosi standard europei e per far volare la ricerca sulle malattie rare ho bisogno del vostro aiuto.

Ci conto ?

 

Commenti

tra tutti i meriti elencati io inserirei anche la modestia perchè conoscevo i risultati del tuo percorso scolastico sempre eccellenti ma entrata nel mondo del lavoro ne ignoravo buona parte del tuo curriculum. Complimenti Cristina ed un augurio di essere eletta per portare a realizzazione il programma che ti sei impegnata zio enzo

Scritto da: zio enzo | 16/05/2009

Salve, io sono nel campo medico e riconosco la poca importanza che venga data nella didattica alle malattie rare. D'altro canto la mia sensibilità è dovuta a un caso famigliare di malattia rara. purtroppo nel singolo hanno incidenze bassissime ma tutte insieme colpisco una gran fetta di persone. in una buona percentuale sono malattie su base autoimmunitaria e queste si conosce molto poco. spesso questi pazienti non hanno punti di riferimento e le poche statistiche riguardo la prognosi non sanno dare giuste informazioni.
condivido i suoi ideali, anche perchè ha sicuramente un'esperienza più approfondita della mia.credo che appoggerò la sua candidatura

Scritto da: francesca arcadipane | 01/06/2009

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